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	<title>MetalProgressive.Wordpress.com</title>
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	<description>Storia e News su Metal e Rock Progressive</description>
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		<title>MetalProgressive.Wordpress.com</title>
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		<title>Ayreon</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 18:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[Arjen Lucassen]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima opera di Arjen Anthony Lucassen del progetto Ayreon, realizzato nel 1995, è stata The Final Experiment. Questo concept album racconta la storia di un menestrello cieco vissuto nel VI secolo in Gran Bretagna. Il suo nome è Ayreon (&#8220;His name is Ayreon&#8221;). Probabilmente, a causa della cecità dalla nascita, Ayreon sviluppò un sesto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=65&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">La prima opera di <strong>Arjen Anthony Lucassen</strong> del progetto <strong>Ayreon</strong>, realizzato nel 1995, è stata <em>The Final Experiment</em>. Questo concept album racconta la storia di un menestrello cieco vissuto nel VI secolo in Gran Bretagna. Il suo nome è Ayreon (&#8220;His name is Ayreon&#8221;). Probabilmente, a causa della cecità dalla nascita, Ayreon sviluppò un sesto senso che gli permise un giorno di percepire un messaggio spedito da alcuni scienziati del 2084, quando inizierà un processo di auto-distruzione durante un&#8217;ultima grande guerra. Ospiti di questo album ci sono ben 13 cantanti e 7 strumentisti, molti dei quali olandesi. <em>The Final Experiment</em> è spesso menzionato come &#8220;una delle prime metal opera e rinascita del genere rock opera&#8221;. Questo album fu originariamente intitolato Ayreon: The Final Experiment ed Arjen Lucassen come compositore. In seguito ad una rivisitazione, il titolo fu cambiato in The Final Experiment e l&#8217;artista citato divenne Ayreon. Fu così che nacque il progetto Ayreon.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Actual Fantasy</em> datato 1996 è l&#8217;unico album che non narra alcuna storia ben precisa. Compaiono solamente 3 cantanti e 3 strumentisti. Alcuni temi che ispirarono <strong>Arjen Lucassen</strong> nella composizione di questo album, si possono ritrovare nei due album successivi <em>Universal Migrator Part 1: The Dream Sequencer</em> e <em>Universal Migrator Part 2: Flight of the Migrator</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Into the Electric Castle</em> (1998). Questo doppio album narra le vicende di 8 personaggi provenienti da 8 diversi periodi storici, che si ritrovano in uno strano luogo senza tempo e senza spazio (&#8220;place of no-time and no-space&#8221;). Solo una voce farà loro da guida all&#8217;interno di quest&#8217;avventura alla ricerca della via d&#8217;uscita attraverso molti ostacoli e pericoli prima di arrivare al misterioso castello elettrico. Questo album di carattere decisamente psichedelico viene raccontato attraverso le voci di 8 cantanti (ognuno dei quali interpreta un personaggio) e grazie a 11 strumentisti.</p>
<p style="text-align:justify;">I due album, facenti parte del capitolo <em>The Universal Migrator</em> (2000) (uscirono come unico doppio album solo 4 anni dopo con l&#8217;etichetta <em>InsideOut</em>) narrano la storia dell&#8217;ultimo essere umano sopravvissuto, emigrato in una colonia su Marte. Nel primo capitolo del racconto, <em>Universal Migrator Part 1: The Dream Sequencer</em>, quest&#8217;uomo comincia un viaggio a ritroso nel tempo attraverso i pensieri ed i ricordi di alcune persone vissute nell&#8217;epoca umana, utilizzando un dispositivo chiamato Dream Sequencer. Questo primo album, in stile progressive rock, viene definito dallo stesso <strong>Arjen Lucassen</strong> come di genere atmospheric. In seguito, il protagonista di questo viaggio virtuale viene proiettato indietro nel tempo fino al big bang. In questo secondo album, <em>Universal Migrator Part 2: Flight of the Migrator</em> (genere heavy metal), come nel primo, compaiono, come ormai di consuetudine, diversi cantanti e molti strumentisti di diversa estrazione musicale. Citiamo, tra gli altri ospiti di questo concept album, <strong>Bruce Dickinson</strong> front-man dell&#8217;ormai storico gruppo heavy metal degli <strong>Iron Maiden</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 2004 viene pubblicato <em>The Human Equation</em>, rilasciato nuovamente come un doppio CD in un&#8217;unica uscita discografica. Come in <em>Into the Electric Castle</em>, tutti i cantanti, presenti in questo racconto, hanno un loro ruolo (personaggi ed emozioni). <strong>Lucassen</strong> è sempre alle prese con la fantascienza ma, in questa occasione, il luogo di questo viaggio è la mente di un uomo entrato in coma in seguito ad uno strano incidente automobilistico, avvenuto in pieno giorno. Durante 20 giorni (tanti quante sono le tracce presenti nell&#8217;album), l&#8217;uomo <em>Me</em>, impersonato da <strong>James LaBrie</strong> (cantante dei <strong>Dream Theater</strong>), si trova a lottare con le sue emozioni cercando di non esserne sopraffatto.</p>
<p style="text-align:justify;">Dopo il 2004, con il cambiamento di casa discografica da <em>Transmission Records</em> a <em>InsideOut</em>, <strong>Arjen</strong> ripropose i suoi più celebri lavori e, di alcuni di essi, realizzò nuove versioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Come già anticipato, le due parti dell&#8217;album <em>The Universal Migrator</em> vennero unite in doppio album.<em> Actual Fantasy</em> uscì in versione Revisited, con nuove parti di percussioni, basso, sintetizzatore e flauto e corredato di un aggiuntivo CD con contenuti video (DVD) in tecnologia Dolby Surround. Il 2005, nella ricorrenza del 10° anniversario della nascita del progetto Ayreon, fu l&#8217;anno dell&#8217;uscita della riedizione dell&#8217;album d&#8217;esordio <em>The Final Experiment</em> con un bonus disc in cui vengono proposte versioni inedite di alcuni brani dell&#8217;album in chiave semi-acustica.</p>
<p style="text-align:justify;">In gennaio 2008, dopo quattro anni dall&#8217;ultimo album in studio, esce <strong>01011001</strong>. La divisione in due cd rispecchia fortemente l&#8217;ambientazione: il primo, ambientato sul pianeta Y (luogo della razza Forever), ed il secondo, sul pianeta Terra (Earth, luogo della razza umana). Cripticamente, <strong>Lucassen</strong>, congiunge il titolo dell&#8217;opera con il nome del pianeta Y; infatti, in codice ASCII, 01011001 significa proprio &#8220;y&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Discografia:</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>The Final Experiment &#8211; 1995</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/ayreon_the_final_experiment.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-66" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/ayreon_the_final_experiment.jpg?w=300&#038;h=300" alt="Cover \&quot;The Final Experiment\&quot; - Ayreon" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Actual Fantasy &#8211; 1996</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/actual-fantasy.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-67" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/actual-fantasy.jpg?w=300&#038;h=300" alt="Cover \&quot;Actual Fantasy\&quot; - Ayreon" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Into The Electric Castle &#8211; 1998</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/into-the-electric-castle.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-68" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/into-the-electric-castle.jpg?w=300&#038;h=300" alt="Cover \&quot;Into the Electric Castle\&quot; - Ayreon" width="300" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Universal Migrator Part 1: The Dream Sequencer &#8211; 2000</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/thedreamsequencer.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-69" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/thedreamsequencer.jpg?w=300&#038;h=297" alt="The Dream Sequencer\&quot; - Ayreon" width="300" height="297" /></a></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Universal Migrator Part 2: Flight of the Migrator &#8211; 2000</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/flight-of-the-migrator.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-70" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/flight-of-the-migrator.jpg?w=300&#038;h=298" alt="Flight of the Migrator\&quot; - Ayreon" width="300" height="298" /></a></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Ayreonauts Only &#8211; 2000</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/ayreonautsonly.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-71" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/ayreonautsonly.jpg?w=298&#038;h=300" alt="Cover \&quot;Ayreonauts Only\&quot; - Ayreon" width="298" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>The Human Equation &#8211; 2004</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/the-human-equation.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-72" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/the-human-equation.jpg?w=298&#038;h=300" alt="Cover \&quot;The Human Equation\&quot; - Ayreon" width="298" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>01011001 &#8211; Ayreon</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/01011001.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-73" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/01011001.jpg?w=300&#038;h=300" alt="Cover \&quot;01011001\&quot; - Ayreon" width="300" height="300" /></a></p>
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		<title>Age of Silence</title>
		<link>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/17/age-of-silence/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[Age of Silence]]></category>
		<category><![CDATA[Candlelight Records]]></category>
		<category><![CDATA[Progressive Metal]]></category>
		<category><![CDATA[The End Records]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Age of Silence sono una band norvegese fornata da musicisti di provenienza musicale differente, ma con un passato grossomodo comune. Hanno all&#8217;attivo due album da studio, Accelleration del 2004, uscito per la The End Records, e Complications &#8211; Trilogy Of Intricacy del 2005, uscito per la Candlelight Records.
Componenti:


Hellhammer (Mayhem, Arcturus) &#8211; drums


Eikind (Winds) &#8211; bass


Andy [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=62&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Gli <strong>Age of Silence</strong> sono una band norvegese fornata da musicisti di provenienza musicale differente, ma con un passato grossomodo comune. Hanno all&#8217;attivo due album da studio, <strong>Accelleration </strong>del 2004, uscito per la <em>The End Records</em>, e <strong>Complications &#8211; Trilogy Of Intricacy</strong> del 2005, uscito per la <em>Candlelight Records</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Componenti:</strong></p>
<ul>
<li>
<div style="text-align:justify;"><em>Hellhammer</em> (<strong>Mayhem</strong>, <strong>Arcturus</strong>) &#8211; drums</div>
</li>
<li>
<div style="text-align:justify;"><em>Eikind</em> (<strong>Winds</strong>) &#8211; bass</div>
</li>
<li>
<div style="text-align:justify;"><em>Andy Winter</em> (<strong>Winds</strong>) &#8211; keyboards</div>
</li>
<li>
<div style="text-align:justify;"><em>Extant &#8211; </em>guitar</div>
</li>
<li>
<div style="text-align:justify;"><em>Kobbergaard -</em> guitar</div>
</li>
<li>
<p style="text-align:justify;"><em>Lars Nedland</em> (<strong>Solefald</strong>, <strong>Borknagar</strong>) &#8211; voice</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> <strong>Discografia:</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Acceleration &#8211; 2004</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-63" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/192178.jpg?w=280&#038;h=277" alt="Cover \" width="280" height="277" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Image for Complications:Trilogy of Intricacy &#8211; 2005</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/714569.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-64" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/714569.jpg?w=279&#038;h=270" alt="Cover \" width="279" height="270" /></a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/metalprogressive.wordpress.com/62/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/metalprogressive.wordpress.com/62/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalprogressive.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalprogressive.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/metalprogressive.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/metalprogressive.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/metalprogressive.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/metalprogressive.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/metalprogressive.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/metalprogressive.wordpress.com/62/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/metalprogressive.wordpress.com/62/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/metalprogressive.wordpress.com/62/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=62&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Cover \</media:title>
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			<media:title type="html">Cover \</media:title>
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		<title>Abstrakt Algebra</title>
		<link>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/17/abstrakt-algebra/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[Abstrakt Algebra]]></category>
		<category><![CDATA[Candlemass]]></category>
		<category><![CDATA[Megarock Records]]></category>
		<category><![CDATA[Progressive Metal]]></category>

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		<description><![CDATA[È un gruppo Progressive Metal svedese nato nella seconda metà degli anni &#8216;90 e fondato dal bassista, e leader del gruppo, Leif Edling, che, dopo la separazione con i Candlemass, decise di continuare la sua carriera con la formazione di questa nuova compagine. Con Edling al basso, Mats Leven alla voce, Mike Wead e Simon Johansson alla chitarra, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=60&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">È un gruppo Progressive Metal svedese nato nella seconda metà degli anni &#8216;90 e fondato dal bassista, e leader del gruppo, <em>Leif Edling</em>, che, dopo la separazione con i <strong>Candlemass</strong>, decise di continuare la sua carriera con la formazione di questa nuova compagine. Con Edling al basso, <em>Mats Leven</em> alla voce,<em> Mike Wead</em> e <em>Simon Johansson</em> alla chitarra, <em>Jejo Perkovic</em> alla batteria e <em>Carl Westholm</em> alla tastiera la band registra il suo unico album in studio: <strong>Abstrakt Algebra</strong>. L&#8217;album viene pubblicato nel 1995 dalla &#8220;<em>Megarock Records</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Il disco presenta uno stile musicale diverso da quello precedente di Edling con i Candlemass, infatti i brani sono di difficile ascolto e il contenuto dei testi quasi indecifrabile. Dopo <strong>Abstrakt Algebra</strong> il gruppo iniziò a lavorare ad un nuovo album che nessuna casa discografica fu disposta, però, a pubblicare, a causa della complessità dei testi e delle melodie. In seguito ai ripetuti rifiuti da parte delle etichette il gruppo si sciolse.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Componenti:</strong></p>
<li><em>Leif Edling</em> &#8211; basso elettrico</li>
<li><em>Mats Leven</em> &#8211; voce</li>
<li><em>Mike Wead</em> &#8211; chitarra elettrica</li>
<li><em>Simon Johansson</em> &#8211; chitarra elettrica</li>
<li><em>Jejo Perkovic</em> &#8211; batteria</li>
<li><em>Carl Westholm</em> &#8211; tastiere</li>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Discografia:</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Abstrakt Algebra &#8211; 1995</strong></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/109199.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-61 aligncenter" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/109199.jpg?w=280&#038;h=282" alt="Cover \" width="280" height="282" /></a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/metalprogressive.wordpress.com/60/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/metalprogressive.wordpress.com/60/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalprogressive.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalprogressive.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/metalprogressive.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/metalprogressive.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/metalprogressive.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/metalprogressive.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/metalprogressive.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/metalprogressive.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/metalprogressive.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/metalprogressive.wordpress.com/60/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=60&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Cover \</media:title>
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		<title>Recensione &#8220;Moment to Moment&#8221; (DVD) &#8211; Pallas</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 15:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Metal Mind]]></category>
		<category><![CDATA[Pallas]]></category>

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		<description><![CDATA[Moment To Moment [DVD]
Pallas
2008, Metal Mind
Ritorno al presente. Dopo aver regalato ai fan un nostalgico tuffo nel passato con un “Live In London” (2005) che ripescava il concerto dell’85 al Camden Palace Theatre di (guarda un po’) Londra, i Pallas passano a fare il punto della situazione attuale con il loro terzo DVD. Si presenta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=58&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2 style="text-align:justify;">Moment To Moment [DVD]<br />
Pallas<br />
2008, Metal Mind</h2>
<p style="text-align:justify;">Ritorno al presente. Dopo aver regalato ai fan un nostalgico tuffo nel passato con un <em>“Live In London”</em> (2005) che ripescava il concerto dell’85 al <em>Camden Palace Theatre</em> di (guarda un po’) Londra, i <strong>Pallas</strong> passano a fare il punto della situazione attuale con il loro terzo DVD. Si presenta così l’occasione ideale di saggiare la forma del combo scozzese, già ai tempi alfiere del cosiddetto neo-progressive e ancor oggi fra le realtà più rispettate della scena britannica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">La location prescelta non può certo dirsi fra le più convenzionali: si tratta di quel <em>Wyspiànski Theatre</em> di Katowice (Polonia) nel quale di lì a poco si sarebbe tenuta la prima internazionale di <strong>“She”</strong>, il magnum opus di <strong>Clive Nolan</strong> e dei <strong>Caamora</strong>. Niente folla urlante davanti al pit insomma (ammesso e non concesso che a qualche prog band di questo mondo sia mai passata per la mente l’idea di presentarsi sul palco con un imperiale “al mio segnale scatenate l’inferno”), quanto piuttosto un pubblico sobrio e pacato, ma non per questo freddo. Alan Reed e soci si presentano dal canto loro col piglio giusto, attaccando con una “<em>Warriors</em>” che col suo accento epico crea immediatamente un’atmosfera calda e coinvolgente. Si tratta del primo estratto da “<em>The Dreams Of Men</em>”, ultima fatica del combo scozzese, destinata a spadroneggiare nella scaletta occupando ben cinque delle dodici posizioni disponibili. Sebbene la notizia possa dispiacere ai nostalgici dei vecchi <strong>Pallas</strong>, che comunque dovrebbero già essersi placati col già citato “<em>Live In London</em>”, bisogna riconoscere che i nuovi brani sanno imporsi anche dal vivo. Senza contare che i vecchi classici come “<em>Cut + Run</em>” o l’encore “<em>Arrive Alive</em>” non sono stati certo dimenticati. Reed canta senza sbavature ma con il freno a mano un po’ tirato, mentre il resto della band, guidato da un duo <em>Murray/Mathewson</em> particolarmente ispirato, pare incapace di dare il benché minimo segno di cedimento. L’unico granchio lo prende <em>Graeme Murray</em>, quando si avvicina al microfono per presentare il pezzo successivo e finisce per scambiare fra loro le introduzioni di “<em>Northern Star</em>” e “<em>Queen Of The Deep</em>” (peraltro una delle chicche della serata). L’errore si trasforma in un involontario siparietto che conferma l’atmosfera distesa dell’occasione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Accanto a una prestazione sostanzialmente positiva bisogna tuttavia segnalare alcuni limiti piuttosto evidenti che inevitabilmente vanno a inficiare la fruibilità del disco. Si è detto del contesto atipico per un concerto rock: se il pubblico di Katowice sembra essersi goduto egualmente lo spettacolo, chi rivede il concerto da casa potrebbe lamentare un impatto visivo invero modesto. Peraltro, bisogna riconoscerlo, i Pallas non sono esattamente la formazione più “cool” che abbia calcato un palcoscenico, e gli sforzi dinamici del trottolino Reed, schiacciato fra i mastodonti Murray e Mathewson, hanno più spesso un effetto grottesco che accattivante. La staticità di basso e chitarra non rende certo un buon servigio alla spettacolarità dell’esibizione, cosicché talvolta si ha l’impressione che in certi frangenti la band sia meglio contentarsi di ascoltarla piuttosto che guardarla. E potete ben capire quanto questo dettaglio sia limitante quando si ha per le mani un DVD.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">A favore del prodotto depone invece una sezione extra ricca e curata. Oltre alle immancabili gallerie fotografiche e a una gustosa intervista al duo Murray/Reed, il menu offre anche gli speciali “<em>Tales From The Tour Bus</em>” e “<em>The Reharsal Tapes</em>”. Piacevoli violazioni della privacy di questi cinque ragazzoni che non mancheranno di strappare più di un sorriso agli affezionati dei <strong>Pallas</strong>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Sono in effetti proprio i fan di lunga data i principali indiziati per l’acquisto di “<em>Moment To Moment</em>”. Per quanto curato e professionale, difficilmente un DVD come questo avrà la possibilità di convincere l’ascoltatore occasionale ad aprire il borsello, vuoi per la durata relativamente contenuta del concerto vero e proprio (un’ora e mezza scarsa), vuoi per i limiti scenici di cui sopra. Si tratta in ogni caso della conferma della buona forma di una delle realtà più importanti della scena britannica. E considerato che sono passati quasi tre decenni dalla nascita dei <strong>Pallas</strong>, non è certo cosa da poco.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong>Riccardo Angelini</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong>Fonte: <a href="http://www.truemetal.it">www.truemetal.it</a></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Tracklist:</p>
<ol>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Warriors</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Hide and Seek</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Ghostdancers</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Cut + Run</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Heart Attack</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Queen of the Deep</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Northern Star</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">The Last Angel</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Invincible</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Midas Touch</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Fragments of the Sun / Outro</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Arrive Alive</div>
</li>
</ol>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Bonus video:</p>
<ul>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Intervista con Alan reed e Graeme Murray</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">Tales From the Tourbus</div>
</li>
<li>
<div class="MsoNormal" style="margin:0;">The Rehearsal Tapes</div>
</li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Altri extra: biografia, discografia, galleria fotografica, wallpaper, weblink</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong>N.B.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Esiste anche un’edizione limitata contenente il CD del concerto. La scaletta è la medesima fatta eccezione per l’encore “Arrive Alive”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/pallasmomenttomomentdvd.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-59 aligncenter" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/pallasmomenttomomentdvd.jpg?w=250&#038;h=250" alt="Cover \&quot;Moment to Moment\&quot; - Pallas" width="250" height="250" /></a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/metalprogressive.wordpress.com/58/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/metalprogressive.wordpress.com/58/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalprogressive.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalprogressive.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/metalprogressive.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/metalprogressive.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/metalprogressive.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/metalprogressive.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/metalprogressive.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/metalprogressive.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/metalprogressive.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/metalprogressive.wordpress.com/58/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=58&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Recensione &#8220;O3: A Trilogy &#8211; Part III&#8221; &#8211; Charlie Dominici</title>
		<link>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/15/recensione-o3-a-trilogy-part-iii-charlie-dominici/</link>
		<comments>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/15/recensione-o3-a-trilogy-part-iii-charlie-dominici/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 15:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Audioglobe]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Dominici]]></category>
		<category><![CDATA[Dream Theater]]></category>
		<category><![CDATA[InsideOut Music]]></category>
		<category><![CDATA[Solid Vision]]></category>

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		<description><![CDATA[O3: A Trilogy &#8211; Part III
Charlie Dominici
2008, InsideOut/Audioglobe
Il cerchio si chiude ed ecco quindi arrivare alla conclusione la trilogia dell&#8217;ozono ideata dall&#8217;ex singer dei Dream Theater. La prima parte prevedeva un cd interamente acustico in cui il singer americano si occupava autonomamente di voce, chitarra e produzione. Il secondo disco si snodava verso territori più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=56&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2 style="text-align:justify;">O3: A Trilogy &#8211; Part III<br />
Charlie Dominici<br />
2008, InsideOut/Audioglobe</h2>
<p style="text-align:justify;">Il cerchio si chiude ed ecco quindi arrivare alla conclusione la trilogia dell&#8217;ozono ideata dall&#8217;ex singer dei <strong>Dream Theater</strong>. La prima parte prevedeva un cd interamente acustico in cui il singer americano si occupava autonomamente di voce, chitarra e produzione. Il secondo disco si snodava verso territori più progessive, grazie anche al supporto di un&#8217;etichetta come la <em>InsideOut Music</em> e sopratutto grazie ad una band vera e propria trovata nei cagliaritani <strong>Solid Vision</strong>. Per quanto riguarda i testi, nei capitoli precedenti la storia si basava su un viaggio all&#8217;interno della mente di un serial killer in missione negli stati uniti, le cui convinzioni di costruire un mondo migliore con lo strumento della morte e del terrore erano messe in dubbio prima dal fascino del mondo americano e poi dalla figura del detective <em>Anthony Dam</em>.<br />
In questo terzo capitolo ci troviamo di fronte a quella che è la vera e propria fine del mondo: il serial killer si rivela essere uno dei cavalieri dell&#8217;apocalisse, ma la storia gira tutta attorno alla figura del detective A. Dam, il quale si ritrova sommerso in un sogno originato da una sbronza pesante in cui viene prescelto da Dio per rifondare l&#8217;intera umanità.</p>
<p style="text-align:justify;">Dal punto di vista musicale, il terzo capitolo della trilogia subisce una brusca sterzata verso territori più cari all&#8217;heavy metal; ritmiche furiose e pesantissime caratterizzano un disco che dal punto di visto tecnico non ha nulla da invidiare al suo predecessore. L&#8217;unico problema sta nel fatto che la proposta musicale non risulta essere fra le più originali in circolazione, senza in alcun modo distaccarsi da quello che è stato proposto da tanti altri gruppi in attività.<br />
L&#8217;apertura è affidata a <em>King Of Terror</em>, introdotta da un&#8217;intro acustica che fa preludio per una traccia possente fatta di ritmiche veloci e frenetiche. I <strong>Solid Vision</strong> sono una band affiatata e tecnicamente dotata, ne sono la prova i raffinati fraseggi fra chitarra e tastiera e sfoggi di tecnicismi fra assoli precisi, strutture ritmiche complesse e improvvisi cambi di ritmo; tutto questo non può far altro che giovare alla qualità complessiva del disco. La successiva <em>March Into Hell</em> continua a pestare duro su ritmiche decisamente prog-power che strizzano l&#8217;occhio ai lavori dei più blasonati <strong>Symphony X</strong>; anche in questo caso è il resto della band a rendersi protagonista, sugli scudi sopratutto i lunghi e intricati assoli della chitarra di <em>Brian Maillard</em>, supportati da una sezione ritmica che non sbaglia un colpo nemmeno quando c&#8217;è il bisogno di rallentare e trasferirsi su lidi più tranquilli e riflessivi come nella ballad <em>So Help Me God</em>. Il resto della tracklist continua a tenersi su livelli pressoché accettabili nonostante un <strong>Charlie Dominici</strong> che alla fine dei conti risulta essere l&#8217;anello debole dell&#8217;intera band; il singer americano si sforza di sfoggiare una prestazione vocale accettabile (l&#8217;età avanza e non siamo più negli anni &#8216;80) ma che, ahimè, ci mette di fronte ad un cantato inespressivo e poco convincente. In ogni caso, la band non demorde e continua la propria marcia su ritmiche costantemente frenetiche e sfoggi di tecnicismi degni di nota come nella granitiche <em>Enemies Of God</em> ed <em>Hell On Earth</em>. La conclusione è affidata a <em>Genesis</em>; lunga suite caratterizzata principalmente dai virtuosismi presenti nelle lunghe parti strumentali, le quali nonostante il minutaggio piuttosto elevato, riescono comunque a mantenere discretamente alto il livello d&#8217;interessa grazie anche alla classe dei quattro italiani, capaci di unire insieme tecnica, aggressività e un gusto melodico sopraffino.</p>
<p style="text-align:justify;">Nulla di eccezionale quindi. Questo terzo capitolo di <strong>O3: A Trilogy</strong> è un lavoro che si fonda su ottime basi sia a livello di testi che dal punto di vista musicale, ma che purtroppo non riesce a convincere in pieno. Il disco risulta essere ben composto nonostante la proposta musicale non sia delle più originali in circolazione, con in aggiunta il grave difetto di tendere ad annegare nella banalità, sopratutto per quanto riguarda la conclusione del concept racchiuso al suo interno. Un prodotto che resta comunque apprezzabile e che si lascia ascoltare con tutta tranquillità, ma nulla di diverso rispetto a quanto proposto da tantissimi altri gruppi in circolazione.</p>
<p><strong>Angelo &#8216;KK&#8217; D&#8217;Acunto</strong></p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://www.truemetal.it">www.truemetal.it</a></strong></p>
<p>Tracklist:</p>
<ol>
<li>King Of Terror</li>
<li>March Into Hell</li>
<li>So Help Me God</li>
<li>Liquid Lightning</li>
<li>Enemies Of God</li>
<li>Revelation</li>
<li>Hell On Earth</li>
<li>Genesis</li>
</ol>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/dominicio3atrilogy-part3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-57 aligncenter" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/dominicio3atrilogy-part3.jpg?w=250&#038;h=250" alt="A Trilogy - Part III\&quot; - Charlie Dominici" width="250" height="250" /></a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/metalprogressive.wordpress.com/56/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/metalprogressive.wordpress.com/56/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalprogressive.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalprogressive.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/metalprogressive.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/metalprogressive.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/metalprogressive.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/metalprogressive.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/metalprogressive.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/metalprogressive.wordpress.com/56/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/metalprogressive.wordpress.com/56/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/metalprogressive.wordpress.com/56/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=56&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Recensione &#8220;There&#8217;s Hope&#8221; &#8211; Marco Sfogli</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 14:50:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dream Theater]]></category>
		<category><![CDATA[Frontiers Records]]></category>
		<category><![CDATA[Lion Music]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Sfogli]]></category>

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		<description><![CDATA[




There&#8217;s Hope
Marco Sfogli
2008, Lion Music/Frontiers




Figlio d&#8217;arte e nato nel 1980, Marco Sfogli comincia a suonare la chitarra all&#8217;età di nove anni divertendosi ad interpretare pezzi di Van Halen ed Europe solo per citarne alcuni. Nel 1992 si dedica allo studio della batteria, strumento che lo aiuterà a costruirsi un solido bagaglio ritmico. A sedici anni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=54&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<h2>There&#8217;s Hope<br />
Marco Sfogli<br />
2008, Lion Music/Frontiers</h2>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align:justify;">Figlio d&#8217;arte e nato nel 1980, <strong>Marco Sfogli</strong> comincia a suonare la chitarra all&#8217;età di nove anni divertendosi ad interpretare pezzi di <strong>Van Halen</strong> ed <strong>Europe</strong> solo per citarne alcuni. Nel 1992 si dedica allo studio della batteria, strumento che lo aiuterà a costruirsi un solido bagaglio ritmico. A sedici anni ritorna di nuovo ad imbracciare una chitarra cominciando a lavorare come turnista con numerosi artisti italiani. Nel 2004 partecipa alla realizzazione di <em>Elements Of Persuasion</em>, progetto solista di <strong>James LaBrie</strong>, con conseguente tour mondiale per la promozione dell&#8217;album. Da allora ha avuto l’onore di suonare ed apparire con nomi prestigiosi della scena musicale mondiale come <em>Simon Phillips</em>, <em>Gregg</em> e <em>Matt Bissonette</em>, <em>Alex Argento</em>, <em>Matt Guillory</em>, <em>John Macaluso</em>, <em>Vitalij Kuprij</em>, <em>Randy Coven</em> e molti altri.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>There’s Hope</strong> è il primo disco solista del giovane chitarrista casertano. Diverse sono le contaminazioni racchiuse al suo interno; ritmiche più dure tipicamente rock-oriented, assoli di pura matrice blues e un pizzico di country vanno a rendere la proposta di <strong>Marco Sfogli</strong> molto originale e altamente interessante. Lo stile del chitarrista tricolore ricorda nettamente quello del &#8220;collega&#8221; <strong>John Petrucci</strong>, ma in questo caso, il sound di Sfogli mira sopratutto ad un approccio melodico capace di rendere ogni traccia facilmente digeribile anche all&#8217;orecchio di chi non è abituato alle proposte musicali di questo tipo. Tecnica sempre in primo piano quindi, ma amalgamata efficacemente a linee melodiche molto semplici che si fissano subito in mente.<br />
Durante lo scorrere della tracklist troviamo la chitarra sempre in primo piano, la quale viene sostenuta egregiamente da una sezione ritmica precisa in tutti i suoi interventi e dagli inserti di tastiere che non vanno ad insinuarsi troppo con quello che è lo strumento portante dell&#8217;intera produzione, limitandosi sopratutto ad assecondare i passaggi intricati che contraddistinguono quello che è lo stile del chitarrista campano. Se le prime <em>Still Hurts</em> e <em>Andromeda</em> rimangono fisse su standard più progressive fatti di passaggi tecnicamente elaborati e melodie facilmente memorizzabili, la successiva <em>Seven</em> si adagia su atmosfere più tranquille e riflessive; una traccia molto elegante introdotta da lenti rintocchi di pianoforte che vanno ad anticipare l&#8217;ingresso di tutti gli altri strumenti. I ritmi si fanno più sostenuti quando arriva il momento della title-track; gli assoli ipertecnici vanno ad adagiarsi su ritmiche più violente e furiose ma ugualmente melodiche e orecchiabili. Il disco si sposta verso lidi più rock-oriented con l&#8217;incalzante <em>Farewell</em>; brano che strizza nettamente l&#8217;occhio al sound di <strong>Joe Satriani</strong>, con una serie di riff che si accostano più precisamente all&#8217;album <em>Surfing With The Alien</em>. Verso il finale ci si sposta nuovamente verso territori decisamente prog-oriented con <em>Genius</em>, <em>Never Forgive Me</em> e la stupenda <em>Memories</em>, quest&#8217;ultima molto elegante nel duetto di chitarra e pianoforte. La chiusura è affidati alla spensierata <em>Texas BBQ</em>; traccia puramente country che viene caratterizzata sopratutto dall&#8217;uso della chitarra acustica e da un ritornello allegro e molto divertente.</p>
<p style="text-align:justify;">In definitiva, <strong>Marco Sfogli</strong> dimostra di aver ben assimilato le lezioni impartite dai maestri e che la collaborazione con alcuni dei migliori artisti presenti sulla scena musicale non ha giovato solo all&#8217;immagine, ma anche a quella che è la sua maturazione artistica come musicista. Nonostante i numerosi riferimenti contenuti in esso (<strong>Dream Theater</strong> su tutti), <strong>There&#8217;s Hope</strong> è un disco ben composto e che si lascia ascoltare senza annoiare, grazie anche alle melodie semplici e lineari che si stampano subito in testa. Avanti così.</p>
<p><strong>Angelo &#8216;KK&#8217; D&#8217;Acunto</strong></p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://www.truemetal.it">www.truemetal.it</a></strong></p>
<p>Tracklist:</p>
<ol>
<li>Still Hurts</li>
<li>Andromeda</li>
<li>Seven</li>
<li>There’s Hope</li>
<li>Spread The Disease</li>
<li>Farewell</li>
<li>Sunset Lights</li>
<li>Genius</li>
<li>Never Forgive Me</li>
<li>Memories</li>
<li>Texas BBQ</li>
</ol>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/marcosfoglithereshope.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-55 aligncenter" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/marcosfoglithereshope.jpg?w=250&#038;h=250" alt="Cover \" width="250" height="250" /></a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/metalprogressive.wordpress.com/54/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/metalprogressive.wordpress.com/54/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalprogressive.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalprogressive.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/metalprogressive.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/metalprogressive.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/metalprogressive.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/metalprogressive.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/metalprogressive.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/metalprogressive.wordpress.com/54/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/metalprogressive.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/metalprogressive.wordpress.com/54/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=54&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Cover \</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Ristampa per &#8220;Perfect Symmetry&#8221; dei Fates Warning</title>
		<link>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/10/ristampa-per-perfect-symmetry-dei-fates-warning/</link>
		<comments>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/10/ristampa-per-perfect-symmetry-dei-fates-warning/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 17:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fates Warning]]></category>
		<category><![CDATA[Metal Blade Records]]></category>

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		<description><![CDATA[La Metal Blade Records ha ristampato con aggiunta di bonus tracks &#8220;Perfect Symmetry&#8220;, full-length della prog metal band Fates Warning. L&#8217;album era uscito originariamente nel 1989 sempre tramite la stessa label. Oltre al disco rimasterizzato saranno presenti anche brani demo e un DVD con pezzi live + promo video. L&#8217;uscita avverrà il prossimo 6 ottobre. Questi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=52&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">La <strong>Metal Blade Records</strong> ha ristampato con aggiunta di bonus tracks &#8220;<em>Perfect Symmetry</em>&#8220;, full-length della prog metal band <strong>Fates Warning</strong>. L&#8217;album era uscito originariamente nel 1989 sempre tramite la stessa label. Oltre al disco rimasterizzato saranno presenti anche brani demo e un DVD con pezzi live + promo video. L&#8217;uscita avverrà il prossimo 6 ottobre. Questi i dettagli:</p>
<p style="text-align:justify;">CD 1 (Full Length):</p>
<ol>
<li>Part of the Machine</li>
<li>Through Different Eyes</li>
<li>Static Acts</li>
<li>A World Apart</li>
<li>At Fate’s Hands</li>
<li>The Arena</li>
<li>Chasing Time</li>
<li>Nothing Left to Say </li>
</ol>
<p>CD 2 (Demos)</p>
<ol>
<li>Part Of The Machine</li>
<li>Through Different Eyes</li>
<li>Static Acts</li>
<li>A World Apart</li>
<li>At Fates Hands</li>
<li>The Arena</li>
<li>Chasing Time</li>
<li>Nothing Left To Say</li>
<li>Part Of The Machine</li>
<li>Nothing Left To Say  <br />
 </li>
</ol>
<p>DVD  <br />
Allentown, PA 12/02/89   <br />
Houston, TX 4/26/90   <br />
Amsterdam, Netherlands 12/16/89   <br />
Philadelphia, PA 3/27/90   <br />
New Haven, CT 12/11/89   <br />
Through Different Eyes (Promo Video)</p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://www.truemetal.it">www.truemetal.it</a></strong></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/metalprogressive.wordpress.com/52/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/metalprogressive.wordpress.com/52/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalprogressive.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalprogressive.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/metalprogressive.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/metalprogressive.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/metalprogressive.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/metalprogressive.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/metalprogressive.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/metalprogressive.wordpress.com/52/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/metalprogressive.wordpress.com/52/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/metalprogressive.wordpress.com/52/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=52&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">ancientegypt</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Recensione &#8220;Flowing Portraits&#8221; &#8211; Soul Secret</title>
		<link>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/10/recensione-flowing-portraits-soul-secret/</link>
		<comments>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/10/recensione-flowing-portraits-soul-secret/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 08:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[ProgRock Records]]></category>
		<category><![CDATA[Soul Secret]]></category>
		<category><![CDATA[SPV]]></category>

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		<description><![CDATA[Flowing Portraits
Soul Secret
2008, ProgRock Records/SPV
Provenienti da Napoli e nati nel 2004, i Soul Secret si formano inizialmente come semplice cover band dei Dream Theater. Nell&#8217;anno successivo, la band decide di sviluppare le proprie idee musicali e registra il primo demo autoprodotto intitolato Never Care About Tomorrow, contenente i brani Inner War e Eternal Lights. Una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=50&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2 style="text-align:justify;">Flowing Portraits<br />
Soul Secret<br />
2008, ProgRock Records/SPV</h2>
<p style="text-align:justify;">Provenienti da Napoli e nati nel 2004, i <strong>Soul Secret</strong> si formano inizialmente come semplice cover band dei <strong>Dream Theater</strong>. Nell&#8217;anno successivo, la band decide di sviluppare le proprie idee musicali e registra il primo demo autoprodotto intitolato <em>Never Care About Tomorrow</em>, contenente i brani <em>Inner War</em> e <em>Eternal Lights</em>. Una lunga serie di problemi legati ad una line up instabile portano a vari avvicendamenti fra le file della band sopratutto per quanto riguarda il posto di cantante, ma nell&#8217;anno 2007, ritrovata una certa stabilità, il gruppo entra negli Orange Bug Studios di Napoli e registra <em>Flowing Portraits</em>, il primo full-length che viene distribuito dalla prestigiosa <em>ProgRock Records</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci troviamo di fronte all&#8217;ennesimo gruppo che si limita a scopiazzare in malo modo quello che è stato già proposto dai big del genere? Per niente, nonostante una proposta musicale che non fa gridare al miracolo, i <strong>Soul Secret</strong> ci offrono un disco altamente interessante che si lascia apprezzare per un songwriting fresco, originale e sopratutto per una tecnica sopraffina che che mette in luce tutto il potenziale esecutivo del combo napoletano. Complice anche una produzione che rende giustizia ad ogni singolo strumento, le sei tracce racchiuse all&#8217;interno di <em>Flowing Portraits</em> riescono a scorrere tranquillamente senza in alcun modo dare l&#8217;intenzione di voler annoiare l&#8217;orecchio di chi ascolta.<br />
Tecnica degna di nota che si unisce ad un gusto melodico sopraffino: formula vincente e convincente che, nonostante le note si muovano effettivamente su partiture complicate, risulta essere capace di rendere i pezzi proposti scorrevoli e facilmente assimilabili già dal primo ascolto. Già con l&#8217;iniziale <em>Dance Of The Waves</em>, caratterizzata da un riffing di matrice nettamente heavy, ci troviamo di fronte ai maestosi accompagnamenti sinfonici delle tastiere (vero punto di forza del combo partenopeo) che esaltano vistosamente i contenuti dei singoli brani senza in alcun modo offuscare l&#8217;operato dei restanti strumenti. Degna di nota anche la prova del singer <strong>Mark Basile</strong>, sostituto di Michele Serpico (cantante originale e autore dei testi), che si mette in luce con un cantato caldo ed espressivo. Le tracce successive si mantengono fisse su livelli qualitativi molto alti; come nelle ritmiche furiose e aggressive di <em>First Creature</em>, le sonorità più oscure e malinconiche che prendono il sopravvento in <em>Inner War</em> e i netti richiami al prog rock di casa <strong>Rush</strong> della stupenda <em>Learning To Lose</em>. Le chitarre acustiche di <em>Regrets</em> spezzano un tantino la tensione per poi lasciare spazio al gran finale che viene riservato alla suite <em>Tears Of Kalliroe</em>; diciassette minuti circa che ci mettono in mostra le ottime doti tecniche della sezione ritmica impegnata nei lunghi fraseggi nella varie parti strumentali.</p>
<p style="text-align:justify;">Ben prodotto e ottimamente suonato, <em>Flowing Portraits</em> si lascia apprezzare sopratutto per gli innesti melodici racchiusi all&#8217;interno delle singole tracce che si mantengono costantemente su livelli qualitativi decisamente alti. Nonostante una proposta musicale che non si allontana più di tanto da quelli che sono gli standard del genere in questione, i <strong>Soul Secret</strong> riescono a non cadere mai nella banalità grazie anche ad una tecnica esecutiva degna di nota e ad un&#8217;abilità compositiva che gli permetterà di regalarci altre gradite sorprese per il futuro.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Angelo &#8216;KK&#8217; D&#8217;Acunto</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Fonte: <a href="http://www.truemetal.it">www.truemetal.it</a></strong></p>
<p>Tracklist:</p>
<ol>
<li>Dance Of The Waves</li>
<li>First Creature</li>
<li>Inner War</li>
<li>Learning To Lose</li>
<li>Regrets</li>
<li>Tears Of Kalliroe</li>
</ol>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/soulsecretflowingpotraits.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-51 aligncenter" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/soulsecretflowingpotraits.jpg?w=250&#038;h=250" alt="Cover \" width="250" height="250" /></a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/metalprogressive.wordpress.com/50/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/metalprogressive.wordpress.com/50/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalprogressive.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalprogressive.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/metalprogressive.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/metalprogressive.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/metalprogressive.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/metalprogressive.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/metalprogressive.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/metalprogressive.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/metalprogressive.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/metalprogressive.wordpress.com/50/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=50&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Cover \</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Recensione &#8220;Yesterday is A Friend&#8221; &#8211; Believe</title>
		<link>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/10/recensione-yesterday-is-a-friend-believe/</link>
		<comments>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/10/recensione-yesterday-is-a-friend-believe/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 08:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andromeda]]></category>
		<category><![CDATA[Believe]]></category>
		<category><![CDATA[Metal Mind]]></category>

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		<description><![CDATA[




Yesterday Is A Friend
Believe
2008, Metal Mind/Andromeda




I Believe sono uno di quei gruppi che mostrano che la Polonia non è solo la madre patria di Vader e Behemoth e di un filone a sé stante di metal aggressivo e violento. Lo hanno già dimostrato i Riverside e questo interessante quintetto non fa che ripercorrere, a modo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=47&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<h2>Yesterday Is A Friend<br />
Believe<br />
2008, Metal Mind/Andromeda</h2>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align:justify;">I <strong>Believe</strong> sono uno di quei gruppi che mostrano che la Polonia non è solo la madre patria di Vader e Behemoth e di un filone a sé stante di metal aggressivo e violento. Lo hanno già dimostrato i <strong>Riverside</strong> e questo interessante quintetto non fa che ripercorrere, a modo tutto suo, queste stesse orme. Il principale fautore di questo progetto porta il nome del chitarrista <strong>Mirek Gil</strong>, già noto per aver fatto parte del gruppo neo progessive dei <strong>Satellite</strong> ed essere il fondatore di un&#8217;altra importante band dello stesso genere, i <strong>Collage</strong>, attivi negli anni Novanta. Accanto a lui, due ex membri di questi ultimi: <strong>Tomek Rózycki</strong> alla voce e <strong>Przemas Zawadzki</strong> al basso, affiancati da <strong>Vlodi Tafel</strong> alla batteria e dal violinista <strong>Satomi</strong>. Dopo un apprezzato disco di esordio nel 2006 intitolato <em>Hope To See Another Day</em>, i Believe sono pronti per tornare a far parlare di sé a due anni di distanza con <em>Yesterday Is A Friend</em>, un album difficile da definire e dalle varie sfaccettature, sia dal punto di vista compositivo, sia per quanto riguarda dei testi, opera di <strong>Robert Sieradnzki</strong> e di Rózycki, impegnati a toccare i più svariati argomenti della quotidianeità di ognuno. La musica che il quintetto polacco propone è un rock progressivo delicato, elegante dalle sonorità aperte e melodiche che può essere inserito nel filone neo prog, con un grande uso di strumenti acustici e soluzioni melodiche piuttosto lineari ed orecchiabili. Le sonorità della band ricordano per lo più quelle di gruppi come gli <strong>Opeth</strong> acustici di <em>Damnation</em>, i <strong>Porcupine Tree</strong> e i <em>Riverside</em>, sebbene si differenzino da questi ultimi per le atmosfere decisamente meno cupe e oppressive. Gran parte di questo merito va sicuramente alla presenza delle linee di violino, uno dei punti di forza di questo album: grazie a queste ultime <em>Yesterday Is A Friend</em> si tinge anche di tinte folk che, come accade con la opener <em>Time</em>, strizzano l&#8217;occhio alle sonorità di gruppi prog-folk à la <em>East Of Eden</em>. Il risultato è una fusione tra nuovo e vecchio che lascia l&#8217;ascoltatore quasi sospeso nel tempo. Le chitarre classiche e acustiche sono sicuramente gli strumenti che appaiono maggiormente ad accompagnare la voce di Rózycki, accompagnate dal violino e dalle tastiere di uno degli ospiti del disco <strong>Adam Milosz</strong>. Questo avviene in modo particolare nella prima metà dell&#8217;album, dove sono meno presenti le linee degli strumenti elettrici. Ed è così che ad una ad una scorrono le prime tracce: Time, un brano che parla di amore, seppur con rammarico, con una melodia piacevole e immediata che, nel suo ripetersi, riesce a registrarsi nella mente di chi la ascolta; <em>Tumor</em>, con le sue tematiche decisamente soffocanti e senza via di uscita, in grado però di alleviare l&#8217;atmosfera opprimente dei testi con la musica, che riesce a trasmettere una speranza inaspettata e confortante. Con la successiva <em>What They Want (Is My Life)</em>, dall&#8217;incipit con una voce quasi cantilenante, sorretta dalle linee di chitarre acustiche e violini, ci si addentra in un pezzo in cui si alternano e si intrecciano vari momenti sonori, ora cullanti e ora energici, impreziositi dall&#8217;assolo centrale di chitarra ad opera di Winicjusz Chóst, ospite del disco. Se il lento susseguirsi dei brani, spesso dalla durata media impegnativa, porta prima <em>Mystery Closer</em>, una canzone dal ritornello sin da subito accattivante e quasi impossibile da non ricordare, e <em>You &amp; Me</em> poi, dalle atmosfere rarefatte e sognanti, fatta di pianoforti, archi e corde di chitarra appena sfiorate, la seconda parte dell&#8217;album mette in mostra un&#8217;altra faccia dei Believe. Con <em>Danny Had A Neighbour</em> appaiono in modo sempre più evidente gli strumenti elettrici, convivono, anzi, entrano in simbiosi con quelli acustici, pronti a ricoprire gli uni gli spazi lasciati vuoti dagli altri, senza però appesantire eccessivamente o rendere più cupe le atmosfere. Questa tendenza prosegue prima con <em>Memories</em>, forse il pezzo più grintoso dell&#8217;album, in cui è più che piacevole l&#8217;effetto degli strumenti ad arco suonati sulle linee di chitarra distorte, e poi con <em>Unfaithful</em>, brano che parla di bugie e di tradimenti. Si ritorna agli strumenti acustici con la conclusiva <em>Together</em>, una breve considerazione sull&#8217;amore, pulita e fiduciosa nel suo modo di trasformare le cose vissute negli altri brani in un messaggio positivo. <em>Yesterday Is A Friend</em> è quindi un lavoro decisamente interessante, sia per gli inserti folk che gli donano delle tinte particolari che li differenziano dagli altri gruppi, sia per il loro modo di comporre musica, ricco di freschezza e di dinamicità all&#8217;interno degli stessi brani. Orecchiabili ma ricercati nei suoni, malinconici ma senza essere cupi, abbattuti senza mai perdere la speranza. Grinta e delicatezza.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Silvia “VentoGrigio” Graziola</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Fonte: <a href="http://www.truemetal.it">www.truemetal.it</a></strong></p>
<ol>
<li>Tracklist:</li>
<li>Time</li>
<li>Tumor</li>
<li>What they Want (Is my Life)</li>
<li>Mystery is Closer</li>
<li>You &amp; Me</li>
<li>Danny had a Neighbour</li>
<li>Memories</li>
<li>Unfaithful</li>
<li>Together</li>
</ol>
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		<title>Recensione &#8220;Sleeping in Traffic: Part II&#8221; &#8211; Beardfish</title>
		<link>http://metalprogressive.wordpress.com/2008/06/09/recensione-sleeping-in-traffic-part-ii-beardfish/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 13:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Barile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Audioglobe]]></category>
		<category><![CDATA[Beardfish]]></category>
		<category><![CDATA[InsideOut Music]]></category>

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		<description><![CDATA[Sleeping in Traffic: Part II
Beardfish
2008, InsideOut/Audioglobe
Li avevamo lasciato neanche un anno fa con uno “Sleeping in Traffic: Part I” totalmente immerso nel progressive anni settanta, che li aveva caricati di lodi e nuove aspettative. Li ritroviamo oggi con il secondo e ultimo capitolo della saga, e con gran soddisfazione possiamo affermare che le attese non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalprogressive.wordpress.com&blog=3919291&post=45&subd=metalprogressive&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2 style="text-align:justify;">Sleeping in Traffic: Part II<br />
Beardfish<br />
2008, InsideOut/Audioglobe</h2>
<p style="text-align:justify;">Li avevamo lasciato neanche un anno fa con uno “<strong>Sleeping in Traffic: Part I</strong>” totalmente immerso nel progressive anni settanta, che li aveva caricati di lodi e nuove aspettative. Li ritroviamo oggi con il secondo e ultimo capitolo della saga, e con gran soddisfazione possiamo affermare che le attese non sono affatto andate deluse. Anzi, nel breve tempo intercorso fra i due dischi i Beardfish sono ulteriormente cresciuti. Ridimensionato almeno in parte lo strapotere delle influenze crimsoniane, padrone sullo scorso album, la band ripiega sulla tradizione progressive della madrepatria svedese, dando forma a un sound vivace, arioso e decisamente più personale.</p>
<p style="text-align:justify;">Intro, outro, cinque brani veri e propri e – udite udite – una mastodonatica suite da trentacinque (!) minuti sono il programma previsto dalla scheda del giorno. Il disegno potrebbe apparire fin troppo ambizioso, ma già dalle primisse battute il combo di Gävle dimostra di avere tutte le carte in regola per condurre l’opera al miglior esito. Aliene alla prolissità endemica di quella parte della scena scandinava figlia di certi <strong>Flower Kings</strong>, (relativamente) più inquadrate rispetto all’eclettismo senza confini dei <strong>Tangent</strong> di Andy Tillison, le composizioni coniugano lo spiccato talento melodico già emerso nei pregressi lavori della band con l’attitudine sperimentale tipica del sound settantiano, di cui i <strong>Beardfish</strong> restano a tutti gli effetti alfieri. Dopo un incipit pungente al punto giusto, con una “<em>Into The Night</em>” vitale e oscura al medesimo tempo, le sezioni strumentali cominciano a prendere poco a poco il sopravvento, rosicchiando le strofe sbarazzine di “<em>The Hunter</em>”, ravvivando l’incalzante rock della baldanzosa “<em>South Of The Border</em>” (la preferita del sottoscritto), fino a fare la parte del leone sulla giocosa “<em>Cashflow</em>” (intanto tra scherzi e lazzi chitarra e basso fanno numeri da circo). La qualità dei brani più brevi – al solito si fa per dire, visto che la durata media è prossima ai sette minuti – permette alla tracklist di non sbilanciarsi eccessivamente sulla chilometrica title-track, che pure inevitabilmente finisce per calamitare curiosità e attenzioni fin dalla prima presentazione.</p>
<p>Com’è lecito attendersi, la suite è un pezzo molto elaborato, certamente impegnativo da assimilare, straripante di influenze, ma altresì fluido e armonioso nel concatenarsi delle sue parti. Grazie ad alcune delle linee vocali più ispirate dell’intero disco, l’ascolto è avvincente fin dal primo assaggio e l’indice di gradimento continua a crescere senza ostacoli mano a mano che il disco ritorno nello stereo. L’impresa di portare alla vita un simile mastodonte musicale appare ancor più notevole se si considera la difficoltà di pensare una canzone che sappiare restare “canzone” su un arco temporale sì esteso, senza trasformarsi in un collage di brani palesemente appiccicati l’uno dietro l’altro a posteriori; impresa che può riuscire solo quando l’approccio alle composizioni è davvero spontaneo e naturale. Che altro aggiungere? Ah, già: il sound delle tastiere è semplicemente delizioso, capace di togliere le ragnatele alla classica tradizione prog e di farla risuonare più attuale che mai.</p>
<p style="text-align:justify;">Se qualche mese fa potevamo dire che il primo capitolo di “<em>Sleeping In Traffic</em>” rappresentava un contributo non rivoluzionario ma senz’altro salutare per la scena progressive, con la seconda parte possiamo tranquillamente sbilanciarci e affermare che siamo di fronte a uno dei dischi più riusciti degli ultimi anni nel suo genere e che le due parti dell’opera nel loro complesso rappresentano un appuntamento da non mancare per ogni appassionato degno di questo nome. Intanto coloro che fino all’anno scorso non erano familiari con il nome Beardfish possono cominciare a mettere il loro nome in cima alle proprie priorità. Questi ragazzi non sono solo di passaggio, garantito.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Riccardo Angelini</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Fonte: <a href="http://www.truemetal.it">www.truemetal.it</a></strong></p>
<p>Tracklist:</p>
<ol>
<li>As The Sun Sets</li>
<li>Into The Night</li>
<li>The Hunter</li>
<li>South Of The Border</li>
<li>Cashflow</li>
<li>The Downward Spiral/Chimay</li>
<li>Sleeping In Traffic</li>
<li>Sunrise Again</li>
</ol>
<p style="text-align:center;"><a href="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/beardfishsleepingintrafficpartii.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-46 aligncenter" src="http://metalprogressive.files.wordpress.com/2008/06/beardfishsleepingintrafficpartii.jpg?w=250&#038;h=250" alt="Part II\" width="250" height="250" /></a></p>
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