Recensione “Flowing Portraits” – Soul Secret

Flowing Portraits
Soul Secret
2008, ProgRock Records/SPV

Provenienti da Napoli e nati nel 2004, i Soul Secret si formano inizialmente come semplice cover band dei Dream Theater. Nell’anno successivo, la band decide di sviluppare le proprie idee musicali e registra il primo demo autoprodotto intitolato Never Care About Tomorrow, contenente i brani Inner War e Eternal Lights. Una lunga serie di problemi legati ad una line up instabile portano a vari avvicendamenti fra le file della band sopratutto per quanto riguarda il posto di cantante, ma nell’anno 2007, ritrovata una certa stabilità, il gruppo entra negli Orange Bug Studios di Napoli e registra Flowing Portraits, il primo full-length che viene distribuito dalla prestigiosa ProgRock Records.

Ci troviamo di fronte all’ennesimo gruppo che si limita a scopiazzare in malo modo quello che è stato già proposto dai big del genere? Per niente, nonostante una proposta musicale che non fa gridare al miracolo, i Soul Secret ci offrono un disco altamente interessante che si lascia apprezzare per un songwriting fresco, originale e sopratutto per una tecnica sopraffina che che mette in luce tutto il potenziale esecutivo del combo napoletano. Complice anche una produzione che rende giustizia ad ogni singolo strumento, le sei tracce racchiuse all’interno di Flowing Portraits riescono a scorrere tranquillamente senza in alcun modo dare l’intenzione di voler annoiare l’orecchio di chi ascolta.
Tecnica degna di nota che si unisce ad un gusto melodico sopraffino: formula vincente e convincente che, nonostante le note si muovano effettivamente su partiture complicate, risulta essere capace di rendere i pezzi proposti scorrevoli e facilmente assimilabili già dal primo ascolto. Già con l’iniziale Dance Of The Waves, caratterizzata da un riffing di matrice nettamente heavy, ci troviamo di fronte ai maestosi accompagnamenti sinfonici delle tastiere (vero punto di forza del combo partenopeo) che esaltano vistosamente i contenuti dei singoli brani senza in alcun modo offuscare l’operato dei restanti strumenti. Degna di nota anche la prova del singer Mark Basile, sostituto di Michele Serpico (cantante originale e autore dei testi), che si mette in luce con un cantato caldo ed espressivo. Le tracce successive si mantengono fisse su livelli qualitativi molto alti; come nelle ritmiche furiose e aggressive di First Creature, le sonorità più oscure e malinconiche che prendono il sopravvento in Inner War e i netti richiami al prog rock di casa Rush della stupenda Learning To Lose. Le chitarre acustiche di Regrets spezzano un tantino la tensione per poi lasciare spazio al gran finale che viene riservato alla suite Tears Of Kalliroe; diciassette minuti circa che ci mettono in mostra le ottime doti tecniche della sezione ritmica impegnata nei lunghi fraseggi nella varie parti strumentali.

Ben prodotto e ottimamente suonato, Flowing Portraits si lascia apprezzare sopratutto per gli innesti melodici racchiusi all’interno delle singole tracce che si mantengono costantemente su livelli qualitativi decisamente alti. Nonostante una proposta musicale che non si allontana più di tanto da quelli che sono gli standard del genere in questione, i Soul Secret riescono a non cadere mai nella banalità grazie anche ad una tecnica esecutiva degna di nota e ad un’abilità compositiva che gli permetterà di regalarci altre gradite sorprese per il futuro.

Angelo ‘KK’ D’Acunto

Fonte: www.truemetal.it

Tracklist:

  1. Dance Of The Waves
  2. First Creature
  3. Inner War
  4. Learning To Lose
  5. Regrets
  6. Tears Of Kalliroe

Cover \

~ di Pasquale Barile su Giugno 10, 2008.

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